Milano, 23 marzo 2026 – Il progetto PARLA CHIARO, sviluppato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, è stato selezionato tra i 16 vincitori della LINGUA Open Call, un’iniziativa dell’AI for Good Lab di Microsoft in Europa per promuovere l’inclusione digitale per le lingue europee a basse risorse. Si tratta di lingue con contenuti e dataset online limitati e una loro conseguente sottorappresentazione nell’ambito delle tecnologie di AI rispetto a lingue ad alte risorse come l’inglese, lo spagnolo, il francese o il tedesco. LINGUA si propone di colmare questo gap, sostenendo progetti innovativi che raccolgono dataset vocali e testuali di alta qualità per le lingue europee sottorappresentate. L‘iniziativa fa parte dell’impegno di Microsoft per supportare la sovranità digitale e la diversità linguistica in Europa, garantendo che ogni lingua abbia l’opportunità di essere rappresentata nel futuro dell’AI.
Grazie alla LINGUA Open Call, l’Università Federico II insieme ad altre 15 realtà europee avrà accesso a fondi, tecnologia e competenze Microsoft per poter sviluppare PARLA CHIARO, progetto pensato per proteggere i dialetti italiani e coloro che li parlano – nello specifico napoletano, siciliano e romanesco – dalle incomprensioni in ambito sanitario che possono essere generate dall’intelligenza artificiale.
Secondo alcuni dati recenti ISTAT, infatti, circa 4 persone su 10 (42%) utilizzano il dialetto in almeno un ambito relazionale, in forma esclusiva o alternata all’italiano. Il suo uso è più frequente nelle relazioni più strette – 38% in famiglia e 35,5% tra amici – mentre il 13% lo utilizza nei rapporti con gli estranei.
L’idea di PARLA CHIARO nasce dall’esperienza pluriennale del team di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione (DIETI) della Federico II nell’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario. Negli ultimi anni, infatti il gruppo ha lavorato – facendo leva sul cloud Microsoft – su modelli di previsione per pazienti cardiopatici, sistemi di question answering in ambito medico e soluzioni per la trascrizione e il sommario automatizzato delle visite. Queste attività hanno fatto emergere una sfida centrale, ovvero la forte presenza dei dialetti nella comunicazione tra medico e paziente, soprattutto nelle regioni più rurali e tra le fasce più anziane della popolazione. Questa variabilità linguistica può generare errori, incomprensioni o allucinazioni nei modelli linguistici, spesso addestrati solo sull’italiano standard, compromettendo l’affidabilità degli strumenti digitali di supporto alla pratica clinica e alla telemedicina.

Da qui l’intuizione di strutturare un progetto dedicato alla creazione di dataset dialettali sanitari di alta qualità, con un focus iniziale su napoletano, romanesco e siciliano, coinvolgendo specialisti clinici e linguisti per garantire la qualità e la rilevanza dei dati raccolti. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un sistema di Dialect-Aware Warning System, in grado di individuare automaticamente le espressioni dialettali potenzialmente ambigue o a rischio di interpretazione errata, suggerendo chiarimenti all’utente o avviando una traduzione semiautomatica. Parallelamente verrà sviluppato un benchmark sui principali modelli linguistici disponibili per valutarne la capacità di comprensione dei dialetti e identificare le soluzioni più adatte per l’uso clinico. Le linee evolutive guardano anche oltre l’ambito sanitario: le stesse tecnologie potranno infatti supportare enti locali, sportelli URP e servizi pubblici che operano in territori con forte diffusione dei dialetti, migliorando l’accesso ai servizi digitali e l’interazione con il cittadino.
PARLA CHIARO nasce per affrontare un rischio concreto e spesso invisibile: l’esclusione dei parlanti di dialetti italiani dai benefici di un’Intelligenza Artificiale sicura e affidabile, in particolare in ambito sanitario. Attraverso la creazione del primo grande dataset pubblico di parlato dialettale sanitario e lo sviluppo di un sistema di allerta ‘Dialect-Aware’, il progetto mira a prevenire fraintendimenti linguistici che possono trasformarsi in disinformazione e danno per la salute. Il nostro obiettivo è garantire che l’AI comprenda e parli davvero la lingua di tutti, senza lasciare indietro le fasce più vulnerabili della popolazione, ha spiegato Vincenzo Moscato, Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni e Coordinatore del Corso di Studio Magistrale di Data Science dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Responsabile Scientifico del progetto PARLA CHIARO. “La forza del progetto è nella collaborazione diretta con i linguisti e con i medici, in particolare con il gruppo di cardiologi guidati dai professori Giovanni Esposito e Raffaele Izzo della Federico II, che lavorano quotidianamente con pazienti anziani parlanti dialetto. Insieme analizzeremo casi realistici per misurare in modo rigoroso quanto e come gli errori dell’AI possano trasformarsi in disinformazione sanitaria e come il nostro sistema può evitarli.
Siamo molto orgogliosi di avere un team italiano tra i vincitori della nostra iniziativa europea LINGUA Open Call. Crediamo fermamente che l’intelligenza artificiale offra vantaggi concreti a cittadini e imprese, con il potenziale di migliorare la qualità della vita di tutti. Tuttavia, per cogliere appieno queste opportunità, è fondamentale che il suo sviluppo sia il più inclusivo possibile. Proprio per questo, il nostro obiettivo è garantire che il ricco patrimonio linguistico e culturale europeo sia pienamente rappresentato nella prossima generazione di modelli di AI. Questo impegno si concretizza collaborando con università, organizzazioni no-profit e culturali per colmare i divari digitali e si inserisce nella più ampia missione di Microsoft per il futuro digitale dell’Europa, a sostegno della diversità linguistica, della sovranità digitale e dell’innovazione inclusiva, ha commentato Irene Sardellitti, National Technology Officer di Microsoft Italia.
LINGUA Open Call di Microsoft, lanciata in occasione della Giornata Europea delle Lingue, è un’iniziativa europea che fa parte del programma EU Digital Unlock, nasce in stretta collaborazione con il progetto APERTUS (guidato da EPFL e ETH di Zurigo) e in consultazione con il Consiglio d’Europa.
A questo link la lista completa dei 16 vincitori e ulteriori dettagli.